Riflessioni: “Cara Apple, perchè torni inaccessibile?”

Qualche settimana fa, mentre navigavo su internet col mio iPad, mi è capitato di soffermarmi per caso su un articolo scritto da Kyle Wiens di iFixit. Questo articolo è incentrato sul nuovo MacBook Pro Retina e su come Apple si approccia a questa nuova tecnologia. Questa lettura mi ha dato spunto per una serie di riflessioni che vorrei condividere con voi.

Come sono soliti fare in iFixit, subito dopo l’uscita del nuovo MacBook Pro Retina, hanno fatto il classico teardown del prodotto. Il teardown non è altro che l’apertura del case e lo smembramento di ogni singola parte interna, al fine di vedere come è fatto dentro, quali sono le parti che lo compongono e se risulta essere un computer facilmente riparabile o no.

Quello che è venuto fuori è una componentistica interna molto ben fatta, anche bella a vedersi, curata in ogni minimo dettaglio sia per quanto riguarda i materiali che il design delle componenti.

Chi di voi ha letto o conosce la storia di Steve Jobs saprà che una delle sue più grandi
ispirazioni fu il padre adottivo. Il padre era una persona molto brava nelle faccende manuali, bravo a riparare auto, a costruire mobili e riparare elettrodomestici. Un giorno, mentre Steve Jobs guardava il padre lavorare ad un mobile, il padre gli diede uno dei suoi più grandi insegnamenti, egli infatti gli fece notare come è importante curare ogni parte del mobile, sia nella sua struttura (robustezza e materiali) sia nella sua estetica. Non ha senso costruire un’armadio bello a vedersi nella parte anteriore ma brutto nella parte che poggia al muro, o scarso nei materiali nella parte interna. Sostanzialmente il padre insegnò a Jobs a distinguere la bellezza dalla qualità, e che solo nella qualità può risiedere una concreta e onesta bellezza. Questo è sempre stato lo spirito di Apple nella costruzione dei propri prodotti. Non so se vi è mai capitato di smontare il vostro Mac e di guardarci dentro, rimarrete stupiti nel notare come ogni componente interna è ben curata e posizionata, nessun dettaglio lasciato al caso, nessuna componente grezza, tutto ben sistemato e organizzato nel migliore dei modi. Questo modo di fare divenne una vera e propria fissazione per Steve Jobs, il quale fece impazzire dozzine di ingegneri pur di realizzare le sue macchine perfette.

Un’altra fissazione di Jobs era quella di creare prodotti inaccessibili all’utente. Jobs fu il creatore del personal computer, ovvero di un computer domestico, alla portata di tutti, anche e
soprattutto dei meno esperti. L’ultima cosa che egli voleva era che questi potessero mettere mano alle componenti, non voleva assolutamente che questo venisse modificato in alcun modo ma l’unica cosa che l’utente poteva fare era fruire di un ottimo prodotto. Questo fu un argomento molto discusso tra lui e Wozniak, il quale invece vedeva il computer come uno strumento per appassionati di elettronica che quindi dovevano avere la possibilità di intervenire come meglio credevano sia a livello hardware che a livello software, in modo da poter rendere l’utente non solo colui che fruisce del prodotto ma anche colui che partecipa allo sviluppo del prodotto stesso. Ovviamente il tutto va contestualizzato, all’epoca i computer erano strumenti altamente professionali, alla portata di esperti o appassionati, e Wozniak era uno scienziato a tutti gli effetti, un ingegnere, che vedeva il suo prodotto con un’ottica di sviluppo scientifico più che un prodotto impreditorialmente rivoluzionario e alla portata di tutti.

Ma torniamo adesso al nostro MacBook Pro Retina ed alle sue componenti interne. Oltre alla bellezza indiscussa di queste componenti, quello che salta all’occhio è che queste sono costruite per non essere sostituite e non permettono nessun intervento da parte dell’utente, neanche i semplicissimi interventi a cui pure un utente medio e ormai abituato. Il display è infatti fuso con il vetro, il che significa che per sostituirlo bisogna rivolgersi direttamente ad Apple che lo sostituirà con un nuovo monitor già assemblato. Anche la RAM è insostituibile, essa infatti non è concepita nei classici slot a cui siamo abituati ma è inglobata nella scheda logica e quindi non può essere sostituita, non permettendo all’utente di fare in futuro un upgrade RAM. La batteria è anch’essa inclusa nel case, attaccata ad esso, e costringe gli utenti  a spedire il Mac in assistenza per una costosissima sostituzione. Per non parlare della nuova memoria SSD che è un brevetto esclusivo di Apple e non è conforme a nessuno standard e quindi non può essere sostituita.

Leggendo ciò si vedono applicati alla perfezione quei principi a cui Steve Jobs si è ispirato: cura del design, della “qualità-bellezza” delle componenti interne e l’inaccessibilità dell’utente.

Bene, se fosse sempre stato così tutto questo articolo non avrebbe alcun senso, infatti questa si può chiamate filosofia aziendale, che può essere condivisa oppure no. Ma non è sempre stato così, Jobs infatti nel corso della sua vita si ricredette, tanto da pronunciare la celebre frase durante il Macworld 2009: “I nostri utenti ‘Pro’ vogliono accessibilità […] per aggiungere RAM, schede di memoria, Hard Disk…”. Questa frase sottolinea che Jobs, nonostante le sue convinzioni, si rese conto che c’è una parte degli utenti, quelli più esperti, che vogliono poter mettere le mani nei prodotti.

Ed ecco che si è venuta a delineare una “politica” nuova, che ebbe la sua massima chiarezza quando (recentemente) Apple ha reso come entry level line (linea base) il MacBook Air (anch’esso totalmente immodificabile dall’utente), lasciando invece la sua linea Pro accessibile all’utente, per interventi base, quali la sostituzione della RAM o dell’HD e anche per riparazioni e sostituzioni di altro tipo.

Ora vi racconto la mia esperienza personale: il Mac con cui lavoro tutti i giorni è stato acquistato nella prima metà del 2009, si tratta di un MacBook Pro da 13″. Per i lavori e l’utilizzo che faccio del mio Mac non ho bisogno di un “mostro” di potenza ma mi serve una macchina che sia sveglia e reattiva nella gestione dei contenuti e delle applicazioni. I primi 2 anni di utilizzo sono andati benissimo, poi piano piano (complice il susseguirsi di aggiornamenti di sistema e nuovi sistemi operativi) il Mac ha cominciato ad accusare segni di cedimento, le prestazioni non mi soddisfacevano più come prima e allora ho deciso di dare più respiro alla RAM del mio computer portandola dai 2Giga originali a 4Giga. La differenza è stata notevole e questa piccola modifica, fatta da me, mi ha permesso di lavorare tranquillamente per un altro anno. Nel 2011, con l’uscita di Lion, nuovamente il Mac ha cominciato a perdere qualche colpo, quindi decisi (anche se non era proprio necessario) di tagliare la testa al toro e mettere il massimo della memoria RAM supportata, ovvero 8Giga. Il mio Mac è rimasto in questa configurazione fino a qualche mese fa, quando ho avuto l’opportunità di avere tra le mani un Hard Disk solido SSD. Quindi ho sostituito l’HD originale del Mac con un velocissimo SSD della Kingston (che abbiamo qui recensito) ed ho scoperto un nuovo mondo. Il mio Mac adesso è un fulmine, 8Giga di RAM ed SSD hanno dato veramente una marcia in più. In questo momento sto testando la beta di Mountain Lion e non ho riscontrato difficoltà, tutto gira liscio e scattante come al solito e non sento minimamente l’esigenza di cambiare computer. Vi ho raccontato questa esperienza per dirvi come sono riuscito ad utilizzare il mio Mac per 4 anni senza sentire mai l’esigenza di sostituirlo e senza scendere a compromessi tra esigenze e prestazioni.

La domanda adesso è: “Dove sarei arrivato se il mio Mac fosse stato inaccessibile?” Beh la risposta è semplice, probabilmente l’avrei già cambiato da 2 annetti buoni, facendo una spesa che, potendo fare piccoli interventi, si può benissimo evitare.

Ma ancora per quanto tutto questo sarà possibile? Chi sceglie la linea base (Air) è consapevole del fatto di acquistare un prodotto dal design spettacolare ma dalle prestazioni poco durevoli nel tempo, ma essendo un utente base probabilmente non sentirà l’esigenza di cambiarlo troppo in fretta. Ma chi sceglie la linea Pro oggi, appunto perchè essendo un professionista necessita di prestazioni elevate, non potrà più mettere mano al suo Mac e, anche se le prestazioni della macchina sono estremamente elevate, arriverà sicuramente il momento in cui non basterà più. Si è vero, Apple continua a vendere la vecchia linea Pro da 13″ e da 15″, ma ancora per quanto?

Per come stanno andando le cose sembra infatti che Apple sia nel binario che porta al punto di partenza, prodotti belli, potenti e qualitativamente elevati ma poco accessibili.

Personalmente penso che questa non sia la strada giusta da percorrere, ci sono utenti infatti che apprezzano la possibilità di aumentare la propria RAM o di farsi dei piccoli lavoretti da se per allungare la vita del proprio Mac.

E non è neanche un bene per l’ambiente, se vogliamo essere di larghe vedute, infatti se io avessi cambiato il Mac 2 anni fa ci sarebbe stato un computer in più nelle discariche, un computer che invece sto ancora utilizzando ed è al massimo della sua forma per le mie esigenze.

Ovviamente per l’azienda è tutto ad entrare, l’utente non può intervenire neanche per la manutenzione ordinaria e quindi l’assistenza dell’azienda guadagna di più. Per sostituire qualsiasi parte del proprio computer bisogna rivolgersi a loro e sottostare ai loro prezzi da capogiro.

Però un’azienda come Apple ci ha abituato ad avere un occhio di riguardo per queste cose, ci ha abituato a computer indistruttibili, durevoli, immuni da virus, strizzando sempre l’occhio all’ambiente. E adesso? In che direzione stiamo andando?

Sono veramente curioso di sapere cosa pensate voi in merito, ed è per questo che vi ringrazio di essere arrivati fino infondoa questo articolo e vi invito a lasciare un commento con la vostra opinione, così da poter discutere assieme su quello che preferite: un computer bello ma inaccessibile o uno, magari un po’ più spesso, ma più durevole?

5 Commenti
  1. ale dice

    Ciao, sono d’accordo con te..infatti sono contento di aver preso ad agosto un mac book pro che è totalmente accessibile; sia chiaro, dopo averlo pagato 1800 euro non ho intenzione di metterci mano, lo farò fare ai più esperti, però sono contento di avere la possibilità di cambiare più avanti la ram e l’hdd magari mettendo un ssd di ultima generazione. Tornando al tuo discorso credo che Apple non faccia le cose a caso nel senso che avrà fatto delle indagini di mercato e la maggior parte degli americani (il pubblico che interessa maggiormente alla Apple) avrà risposto che preferisce mandarlo in assistenza piuttosto che fare dei cambiamenti con le proprie mani, nonostante ci siano moltissime persone esperte che vogliono metterci mano..poi questo sistema chiuso è sempre stata una caratteristica dell’azienda di Cupertino. Accetto critiche per continuare il discorso, buona serata 🙂

    1. Marco Demma dice

      Ciao Ale,
      il tuo discorso non fa una piega, e in effetti è proprio così, Apple ovviamente fa le sue ricerche di mercato. Ma più che ricerche di mercato studia la risposta delle vendite e quindi delle scelte degli utenti. Ti faccio un esempio: nel 2008 Apple ha lanciato il primo MacBook Air, design innovativo, peso ridottissimo, prestazioni decenti e prezzo leggermente altuccio (a mio parere), nonostante ciò le vendite dell’Air andarono benone e superarono ovviamente le vendite del MacBook classico (quello base per intenderci) che nel 2009 fu tolto dal mercato per essere reintrodotto subito dopo in una nuova versione. Nella seconda metà del 2009 Apple prese una decisione, abbassò il prezzo del MacBook Air eguagliandolo a quello del MacBook classico, qui Apple ha evidentemente messo alla prova le scelte dei consumatori, che a parità di prezzo hanno scelto l’Air, le cui vendite hanno subito un rialzo pazzesco proprio prima della fine del 2009. Gli utenti hanno quindi preferito un MacBook magari più bello e sottile ma inaccessibile, Apple quindi si è trovata ad operare una scelta e ha optato per eliminare definitivamente la linea MacBook che infatti non esiste più. Ovviamente un’azienda come Apple pensa al progresso, ed il progresso sta portando alla ricerca di design sempre più estremi, e il design sempre più estremo porta alla necessità di dover creare delle componenti interne appositamente studiate per farle calzare dentro un case sempre più striminzito e quindi vengono rese inaccessibili. In fin dei conti hai proprio ragione tu, la maggior parte degli utenti non si preoccupa al momento dell’acquisto del fatto di poter avere necessità un giorno di intervenire sul proprio computer, e ancora la maggior parte degli utenti non si ritengono così esperti da poter fare da se, tutte queste cose hanno portato a questa scelta (che ovviamente economicamente conviene alla società) che però penalizzerà chi come me è riuscito a non cambiare computer per diversi anni semplicemente operando piccoli accorgimenti. 😉

  2. roberto dice

    Mah..il fatto stesso che tu abbia sentito l’esigenza di dover aumentare l’hardware del tuo computer dimostra due cose a mio parere, la prima è che avevi comprato da subito hardware troppo basso, come ad esempio solo 2 gb di ram, e poi il fatto che tu abbia sentito la necessità obbligatoria di cambiare il sistema operativo.. Io possiedo un portatile Asus che compie 2 anni di vita tra pochi giorni, il s.o. lo avevo formattato e installato da zero (oltre ad averlo ultra ottimizzato) subito dopo l’acquisto, e ancora adesso viaggia veloce come quando l’ho comprato (ps ho tolto win7 e messo Vista64 bit perchè ha delle cose che 7 non ha), e spesi probabilmente la metà del tuo mac (senza contare i soldi che hai speso per aggiornarlo) ovvero sui 500 euro, e aveva già i suoi 500gb di hdd, 4gb di ddr3, core i3 e NON sento per nessun motivo necessità di cambiare nulla, pur usandolo assiduamente e per lavoro, non lo spengo mai ma lo metto sempre in standby ed è una gioia da usare..e su questo pc, non uso nè antivirus nè antispyware (se voglio fare cose strane.. uso il fisso).
    Hai chiesto il parere degli altri? Questo è il mio.. se uno compra da subito una bella macchina fantastica adeguata e lo impara a gestire in un modo migliore.. questa durerà degli anni senza problemi.. e senza aggiornamenti..

    1. Marco Demma dice

      Ciao Roberto,
      prima di tutto volevo ringraziarti dell’interessamento e di aver letto l’articolo, oggi giorno trovare qualcuno che rallenta la propria routine per leggere un intero articolo è molto difficile e per questo ti ringrazio del tuo tempo. Per quanto riguarda il tuo discorso devo dire che in parte lo condivido ma in parte non del tutto, mi spiego. Hai ragione nel dire che se avessi preso una macchina più potente fin dall’inizio non avrei avuto l’esigenza di fare questi upgrade dopo 2 annetti, però quando comprai il mio Mac, in questa configurazione, per me era la soluzione ideale tra prestazioni e budget. Infatti per due anni non ho avuto nessun problema nell’utilizzo quotidiano. Per quanto riguarda il sistema operativo devo dirti che, un po’ per passione, un po’ per mestiere sono chiamato a testare i nuovi sistemi operativi, partendo dalle versioni beta, quindi per me è una necessità. Qui non voglio discutere del fatto che sicuramente se avessi preso un PC, con la stessa spesa, avrei potuto prendere una macchina sulla carta più potente, perché la scelta di comprare un Mac a mio avviso è mossa da parecchie ragioni che spesso creano dispute (amichevoli, si intende) tra gli utenti Mac più sfegatati (quale sono io) e gli utenti Windows, questo sarebbe un bel discorso da affrontare, ma è meglio rimanere in tema. Il mio punto però è questo: quando presi questo Mac la scelta ovviamente è stata un compromesso tra le prestazioni e il mio budget (che all’epoca era più limitato di adesso XD) ma nei miei criteri di scelta presi da subito in considerazione il fatto di poterlo potenziare nel tempo, se avessi sentito l’esigenza, così da dilazionare anche le spesucce per i vari upgrade. Se mi trovassi oggi a dover comprare il nuovo MacBook Pro Retina io mi troverei, tra virgolette, costretto a prendere il top di gamma (spendendo 3899€ per la configurazione ideale) e sicuramente con una bestia del genere tirerei a lungo, mentre magari se ci fosse la possibilità di intervenire in futuro prenderei la versione base (spendendo 2299€) che è sempre una bella bestia ad oggi, e se dopo qualche anno dovessi sentire l’esigenza di potenziarlo un po’ porterei la RAM da 8 a 16, magari prendendo un ottimo prodotto di terze parti piuttosto che quello proprietario il quale, vuoi o non vuoi, costa sempre di più. Sarebbe bello poter prendere sempre il top di gamma senza risentirne nel portafoglio, o ancora meglio cambiare modello con quello sempre aggiornato, ma io mi sono voluto mettere nei panni dell’utente medio, con possibilità medie, al quale purtroppo viene tolto un criterio di scelta.
      Ti ringrazio ancora di aver dato il tuo contributo, questi articoli sono proprio fatti per dare spunto alle proprie riflessioni e siamo sempre contenti quando qualcuno porta argomenti interessanti che aggiungono valore alla discussione. 😉

      1. ale dice

        io ho scelto il modello base anche perché 1800 euro sono sempre 1800 euro però anche con le versioni base l’utente rimane sempre soddisfatto..questa chiusura in un certo senso affascina il pubblico che quindi in molti casi preferisce spendere un po’ di più però chi prende un Mac non lo cambia più..io anni fa spesi molti soldi per un pc che dopo un anno era già obsoleto..il mio mbp dopo un anno si spegne ancora dopo un secondo..quindi secondo me con queste macchine superpotenti un utente medio non smanettone come me non sente neanche l’esigenza di aggiornare l’hardware..

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.