Fortune: “Come Tim Cook sta Cambiando Apple”

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Questa settimana la celebre rivista Fortune Magazine mette in copertina Tim Cook. La ragione è un articolo, scritto da Adam Lashinsky, dal titolo “Come Tim Cook sta cambiando Apple”. L’articolo ha un taglio molto interessante, egli analizza infatti dettagliatamente i cambiamenti che stanno avvenendo all’interno della società, sia a livello strutturale che organico, con la triste percezione che Apple si stia sempre più avvicinando ad una struttura canonica, somigliando  ad una classica multinazionale.

Per i più nostalgici della gestione Jobs (come me) è stato duro leggere tutto l’articolo, perchè siamo ancora abituati a vedere Apple come un modo diverso di fare impresa, il giusto modo di fare impresa, e sopratutto il modo vincente.

Vi riportiamo alcuni dei paragrafi chiave, tradotti da noi:

Ci sono delle evidenze che Apple stia diventando una società sempre più normale. Quando Adrian Perica, ex banchiere di Goldman Sachs, è passato in Apple anni fa, era l’unico executive al quale era affidato il solo compito di chiudere le trattative. Invece era Steve Jobs a gestire le fusione e le acquisizioni per Apple. Oggi invece Perica è a capo di un reparto con 3 professionisti di gestione aziendale sotto di lui ad ognuno dei quali è affiancato uno staff dedicato, quindi Apple può gestire praticamente 3 trattative simultanee. Infatti, nelle parole di ex impiegato di Apple, l’azienda sembra proprio che stia diventando più tradizionale, cioè più MBA, più procedurale, e più strutturata.

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Ed ecco quindi che si profila un quadro di un azienda in totale ristrutturazione, con una definizione di reparti dove lavorano sempre più persone dedicate a compiti sempre più dettagliati e brevi. Non è sicuramente il modello Jobs, lui infatti preferiva affidare interi reparti ad una singola persona di cui si fidava e che egli reputava il migliore nel suo campo, esattamente come faceva con Perica, al quale venivano affidate le trattative da affrontare completamente da solo, senza giochi di responsabilità o scarica barile all’interno di un reparto.

Jobs ha infatti costruito una società centrata sul prodotto, alle riunioni gli ingegneri a capo dello sviluppo chiedevano quello che volevano ed era compito dell’amministrazione procurare i fondi necessari e gestire le economie a quel fine, adesso sembra essersi un po’ capovolta la situazione, con un reparto finanziario che da direttive anche sullo sviluppo.

Non possiamo certo cominciare ad affermare che Cook stia facendo un brutto lavoro, al contrario, l’azienda ha battuto ogni record sotto la sua gestione (anche se la strada era già ben spianata). Ma che la mancanza di Steve Jobs si sarebbe sentita era certo fin dall’inizio, egli aveva un modo tutto suo di gestire situazioni e persone, di tirare fuori il meglio o il peggio dalle persone che lavoravano in Apple, e di saper prendere decisioni drastiche a rischio di compromettere le vendite, e non si è mai sbagliato.

Basti pensare a quando è rientrato in Apple dopo la lunga assenza, la prima decisione che prese era quella di ridurre drasticamente il numero di prodotti su cui concentrare sforzi e risorse…

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