Apple Store, in Cina vietate le app sul gioco d’azzardo

Apple Store, in Cina vietate le app sul gioco d’azzardo

Tempi duri per l’evoluzione tecnologica del gioco d’azzardo. Proprio nel periodo in cui l’industria di scommesse sta espandendo il suo mercato, trovando nuovi clienti grazie all’utilizzo di tecniche sempre più efficaci per velocizzare l’esperienza, diversi governi stanno intraprendendo la strada del proibizionismo.

L’Italia, che con il Decreto Dignità ha dato il suo primo giro di vite per limitarne il volume, rimane ancora tra chi vuole contrastare la ludopatia senza metodi drastici. Lo stesso non si può dire di Stati come la Cina e la Norvegia, che stanno facendo piazza pulita.

Cina: Rimosse dall’Apple Store 4000 App di Gambling?

La decisione più clamorosa è stata attuata di recente dal governo cinese. All’improvviso durante la giornata del 9 agosto sono state tolte dall’Apple Store 4.000 applicazioni che facevano riferimento al gambling.

A queste, vanno aggiunte le circa 500 collegate alle diverse lotterie. Una stangata per il settore, costretto a rifugiarsi a Macao per provare a sopravvivere.

Di sicuro i cittadini comuni avranno meno possibilità di impiegare il proprio denaro in scommesse, ora che sui loro smartphone non compaiono più i marchi delle aziende d’azzard.

La notizia fa particolarmente scalpore perché la Cina rimane uno dei Paesi più importanti per il fatturato della Apple, con cifre che avvicinano addirittura gli Stati Uniti. La decisione drastica arriva circa un anno dopo lo scandalo che aveva coinvolto la mela morsicata per aver tentato di aggirare le leggi di controllo della rete di internet.

È piuttosto recente la decisione del marchio di rivedere le proprie norme sulla distribuzione dei propri prodotti e delle applicazioni, adattandosi di volta in volta al mercato e alle leggi locali.

Apple Elimina le App di Gambling in Norvegia

Quest’estate per esempio la Apple è stata costretta dal governo norvegese a eliminare dallo Store numerose applicazioni relative al gambling.

Le autorità locali hanno infatti spinto affinché soltanto Norsk Tipping e Norsk Rikstoto fossero autorizzati a erogare il servizio all’interno dei confini nazionali.

Una scelta che protegge l’economia locale, isolando lo Stato dal mercato straniero e limitandone la crescita tecnologica.

Il rischio di simili provvedimenti è ovviamente fermare lo sviluppo dell’industria, che senza fondi e con la preoccupazione di leggi sempre più stringenti fatica a trovare le risorse per proporre innovazioni.

Decreto Dignità e Gambling (Gioco d’Azzardo) in Italia?

Lo stesso problema potrebbe verificarsi nel mercato italiano, per quanto il Decreto Dignità non sia una chiusura totale al settore. Di certo i grandi nomi stranieri saranno reticenti a investire nel nostro Paese, con tutte le limitazioni che questo comporta a livello finanziario e comunicativo.

Tuttavia, l’industria del gambling, anche digitale, non dovrebbe avere problemi a sopravvivere.

Nel 2016 si contavano più di due milioni di italiani iscritti alle piattaforme di gioco, per un fatturato superiore al miliardo di euro. Solo per l’online, che è una fetta decisamente limitata dell’offerta totale, in grado di raggiungere i 96 miliardi di euro di raccolta.

Basterà vietare la pubblicità per ridurre in modo considerevole il numero di giocatori e il denaro speso?

La risposta nei prossimi anni. Il prezzo da pagare è l’immobilismo tecnologico, almeno nel settore del gioco d’azzardo digitale.

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