Cos’è La Tassa di Concessione Governativa?

Tassa Concessione Governativa

Tassa Concessione Governativa

Stanotte diversi operatori (carrier telefonici) hanno deciso di sfruttare anche le ore notturne per vendere gli iPhone 5 in abbonamento. Tutti gli iPhone 5 in abbonamento e tutti gli smartphone in abbonamento mostrano delle tariffe alle quali va sempre aggiunta la tassa di concessione governativa, pari attualmente a 5,16 € (euro) per i privati e 12,91 € per i professionisti.

Ma cosa è la tassa di concessione governativa?

La Tassa di Concessione Governativa nasce nel lontano 1972 con il D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641 “Disciplina delle tasse sulle concessioni governative”.

Questa assurda tassa era infatti originariamente diretta alle società telefoniche, che dovevano pagarla per l’utilizzo delle frequenze. Il Governo successivamente stabilì che dovesse essere pagata dai titolari di un contratto di abbonamento, in quanto il cellulare era un “bene di lusso” (per maggiori informazioni tecniche vi invitiamo a visitare il sito Diritto.net e l’articolo dell’Avv. Chiara Consani).

Ad oggi è considerata una tassa completamente anacronistica, in quanto il cellulare non è più un “bene di lusso” ma è diventato in sostanza un “bene di prima necessità”.

Alcune delle perplessità e dei dubbi comuni riguardano ad esempio le seguenti domande:

– Perchè la tassa di concessione governativa è dovuta solo da chi stipula un contratto in abbonamento e non da chi ha un piano ricaricabile?

– Perchè la tassa di concessione governativa non è dovuta da chi fa un abbonamento dati? (Per intenderci da chi acquista un sim dati per un tablet)

– Perchè la tassa di concessione governativa non viene ancora abrogata?

Ci sono poi diversi forum online che propongono di fare ricorso, di mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno all’operatore ed all’Agenzia delle Entrate chiedendo il rimborso, in realtà a quanto pare attualmente è molto difficile ottenere un rimborso, ci sono state anche azioni di associazioni dei consumatori ma non sempre sono andate a buon fine.

Gli ultimi aggiornamenti sembrano chiarire infatti che:

– Non c’è una legge che prevede l’abolizione della tassa di concessione governativa;

– I costi di un reclamo/ricorso sono molto alti se si decide di fare un ricorso da soli ed il “gioco non vale la candela”.

Per completezza di informazione specifichiamo anche che quando gli operatori telefonici non “fanno pagare la tassa di concessione governativa” in realtà attuano uno sconto sul canone o sul piano tariffario e, di conseguenza, è come se “omaggiassero in prima persona la tassa di concessione governativa”.

Esempio pratico: tassa di concessione governativa per i privati 5,16 euro. Piano tariffario che costa 15,16 euro al mese, l’operatore anzichè far pagare 20,32 euro decide di omaggiare la tassa di concessione governativa e quindi fa pagare solamente 15,16 euro al mese (e nei 15,16 sono inclusi i 5,16 di tassa di concessione governativa), di conseguenza in realtà paghiamo il piano tariffario 10 euro al mese.

Speriamo che quest’articolo vi abbia chiarito le idee 😉

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